13 Gennaio 2008

ETF Newsletter

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L'appuntamento settimanale della Etf Newsletter.

L'analisi dei tre portafogli:

ETF1. Una performance dello 0,16%, contro un -2,78% del benchmark. Dalla scorsa settimana il portafoglio ha perso lo 0,07%, mentre il benchmark ha perso l'1,85%.

ETF2. Anche il portafoglio neutrale si è distinto con una performance dello 0,77% contro quella del benchmark, pari al -3,86%. Nella settimana, appena trascorsa, il portafoglio ha guadagnato lo 0,17%, mentre il benchmark ha perso il 2,54%.

ETF3. Il portafoglio aggressivo ha iniziato a manifestare le sue virtù legate alla diversificazione, comportando una performance dello 0,56%, contro il -4,82% del benchmark di riferimento. La scorsa settimana il portafoglio ha conseguito un risultato dello 0,67% contro quello del parametro oggettivo di riferimento pari al -3,34%

Per tutti e tre i portafogli ad un quasi recupero della Cina, si è sostituito un vero e proprio crollo del comparto immobiliare. Settimana in lieve arretramento per l'India, dopo le brillanti performace di inizio d'anno.

Prima di tutto parliamo della bufera che sta investendo i mercati finanziari americani ed europeii. Quando si affacciano contemporaneamente degli spettri inflazionistici e recessivi, il mix che ne viene fuori è devastante. Negli Stati Uniti, molti analisti, economisti e molte banche d'affari parlano quasi apertamente di probabile recessione e non più di semplice rallentamento. L'American Express, che ha un osservatorio privilegiato, visto che gestisce una grande quota di mercato dei pagamenti mondiali, ha effettuato accantonamenti straordinari visti i peggioramenti degli insoluti ed ha parlato chiaramente di recessione, già dal secondo trimestre 2008, prima negli Stati Uniti e poi in Europa. La risposta della Fed sarà immediata e già sulla curva dei tassi si affacciano le previsioni più drastiche, che effettuano gli operatori del mercato finanziario. Un taglio di 50 punti base a fine Gennaio, un altro di 50 punti base entro Giugno e di uno 0,25% entro Settembre, per arrivare al 2,75%. Certamente manovre del genere riscalderanno ulteriormente l'inflazione, infatti l'oro, l'argento e le commodities in genere stanno apprezzandosi.

Il segnale che la Fed sarà riuscita ad eliminare, quantomeno la causa di questa crisi, arriverà dal mercato immobiliare. Quando i dati di questo comparto inizieranno a riprendersi ci sarà, allora, da verificare i dati sui consumi e gli investimenti privati. Un portafoglio ETF ben diversificato e modificato ogni 3-6 mesi, in base alle variazioni macro-economiche e dei trend, può anche servire per comprendere queste dinamiche. Fin quando gli investitori abbandoneranno il comparto immobiliare, significa che si è ancora in piena crisi.

Discorso diverso, per il comportamento, che a nostro avviso, terrà la BCE. Le dichiarazioni di Trichet sono completamente antitetiche rispetto a quelle di Bernanke. L'attenzione della Banca Centrale Europea è solo sulle dinamiche inflazionistiche e di creazione di massa monetaria. Solo in caso di rallentamento dell'inflazione al di sotto del 2% (siamo al 3,1%) si potranno rivedere i tassi al ribasso. Fino ad allora c'è più probabilità di un rialzo che di un ribasso dei tassi europeii.

Noi continuiamo ad azzardare l'ipotesi di un rialzo dei tassi d'interesse da parte della BCE, entro Aprile. In questa previsione siamo abbastanza isolati, nel senso che la maggior parte degli istituti di ricerca e degli analisti prevedono stabilità per tutto il 2008 e qualcuno si spinge anche a considerare l'ipotesi di ribassi.

Per oggi è tutto. Nelle prossime settimane l'ETF Newsletter si arricchirà di rubriche ed anche di vostri interventi.

Arrivederci alla prossima settimana.

Se vuoi contattarci info@finanzaetf.com risponderemo, il prima possibile, a qualsiasi domanda sugli ETF e sugli investimenti in generale.

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